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Progetto Integrale Carceri 2010 PDF Stampa

azimutPartner:  Centro Studi per la Scuola Pubblica (C.E.S.P.) - (Ente qualificato accreditato per formazione e aggiornamento docenti).

Il presente progetto costituisce la continuazione dell'iniziativa già avviata nel 2009-2010 grazie al contributo offerto dalla Tavola Valdese nel 2009, e si rivolge, questa volta, agli studenti dell'Istituto Tecnico Commerciale presso la Casa Circondariale Nuovo Complesso, mentre la scorsa annualità si rivolgeva agli studenti del Tecnico commerciale presso la sezione penale.

Introduzione

L'idea di realizzare un progetto di sostegno all'insegnamento nel carcere di Rebibbia, è nata in seguito al lungo rapporto che l'Associazione Azimut ha stabilito con un gruppo di insegnanti che lavorano nel carcere e quindi alla forte motivazione ed al serio impegno dimostrati da questo team di docenti. La necessità di prolungare le attività progettuali indirizzandole verso un ulteriore gruppo di destinatari (docenti e discenti del Tecnico Commerciale della Casa Circondariale-Nuovo Complesso) proviene dalle richieste del team di docenti e dall'auspicio di raggiungere il target totale degli studenti del livello secondario superiore (340 studenti frequentanti i seguenti indirizzi: Istituto Tecnico Industriale, Istituto Tecnico Commerciale, Istituto Professionale, suddivisi in 28 classi)

L'istruzione nelle carceri avviene attualmente attraverso i Centri Territoriali Permanenti per gli Adulti, i quali coprono l'insegnamento fino al livello delle scuole secondarie di primo grado ( scuole medie) . Responsabile dell'insegnamento delle secondarie superiori è, invece, l'Istituto John Von Neumann. Il presente progetto intende intervenire, attraverso il personale docente dell'Istituto J. Von Neumann, in uno dei 3 plessi presenti nel carcere di Rebibbia, la Casa Circondariale Nuovo Complesso.

La scelta di realizzare il progetto presso la Casa Circondariale Nuovo Complesso  è legata alla maggiore necessità, dichiarata dal corpo docente di Rebibbia, di rafforzare l'insegnamento nei confronti di questa tipologia di detenuti e ad una maggiore possibilità di raggiungere gli obiettivi previsti, trattandosi di un percorso didattico particolare che richiede tempi lunghi.

Il Problema

Il 30,8% dei detenuti nelle carceri italiane ha tra i 18 e i 29 anni; il 36,7% tra i 30 e i 39 anni, mentre la percentuale scende a 10,9% per la fascia d'età 50-69 anni (fonte: DAP/Ministero Giustizia). Per quanto riguarda il livello d'istruzione, il titolo di studio più diffuso è la licenza di scuola secondaria inferiore (38%), seguito dalla licenza di scuola elementare (28%). Quasi il 70% pertanto non ha frequentato le scuole secondarie superiori. E' un dato di fatto che tra devianza e precedenti esperienze scolastiche fallimentari esiste un nesso stretto e che il livello d'istruzione dei detenuti è mediamente basso.

Sommando i dati relativi ai detenuti analfabeti, privi di titolo di studio e con licenza elementare, abbiamo una percentuale di detenuti che non hanno assolto l'obbligo scolastico (considerando questo ancora di 8 anni, secondo la vecchia normativa) pari al 38,9 %. Se confrontiamo questo dato con quelli relativi al grado d'istruzione della popolazione attiva, che per il 47% ha un titolo di licenza elementare e licenza media e per il 40% un diploma di istruzione secondaria superiore (fonte: Oecd 1999), risulta con evidenza drammatica l'entità del nesso tra devianza e bassa scolarizzazione.

L'istruzione in carcere

Oggi l'istruzione nelle carceri viene percepita più che altro come un'attività di svago del detenuto, un optional oltre i vari corsi di ceramica o falegnameria, cucina o sport che si tengono in carcere. Il detenuto frequenta solo entro il periodo di detenzione, e i docenti non vengono preavvertiti né dei nuovi arrivi né del trasferimento o della liberazione degli studenti. Ciò costringe a riprendere continuamente argomenti già affrontati per proporli ai nuovi arrivati, con evidente frustrazione per i "vecchi" del corso e per gli stessi docenti: ciò che viene appreso resta spesso un inutile segmento di nozioni del tutto slegato da qualsivoglia insieme sistematico.

Riportiamo ora alcuni nodi nevralgici riconosciuti dalla maggior parte degli insegnanti che opera in carcere da diversi anni.

  • La carenza di spazi, materiali didattici e mezzi. È il problema cronico di quasi tutte le scuole in galera. Si deve prima di tutto agli ambienti inospitali: nei reparti dove ha sede una scuola ci si contendono gli spazi angusti per poter aprire una nuova aula e farla funzionare, normalmente si tratta di celle male illuminate e con un'acustica pessima. Vengono svolte attività a rotazione. Due carte geografiche e una lavagnetta il più delle volte completano l'arredamento. L'acquisto di libri e di materiali didattici è sporadico e male organizzato, in quanto l'insegnamento ricade contemporaneamente tra le competenze della scuola e del carcere, la responsabilità di pianificare ed effettuare gli acquisti è pertanto ora dell'una ora dell'altra istituzione.
  • L'alta percentuale di abbandono tra gli studenti. L'abbandono è dovuto alla perdita di interesse, al trasferimento da carcere a carcere, alla partecipazione ai processi, all'incompatibilità con gli orari imposti dal carcere o con altre attività considerate più convenienti, alla scarcerazione ed alla malattia.
  • Le marcate differenze tra gli studenti. Gli insegnanti si trovano in classe persone diversissime tra loro e devono trovare un comune denominatore. I livelli culturali, l'estrazione sociale e geografica, le competenze, l'età, i percorsi scolastici, le tipologie caratteriali e dei reati commessi sono incredibilmente disomogenei.
  • I docenti sono costretti a coprire infiniti ruoli di supplenza. Per la carenza oggettiva di qualsiasi supporto il docente è spesso costretto a improvvisarsi medico, terapeuta, scrivano, guardia, prete, assistente sociale, psicologo, mamma, avvocato.
  • Il parere degli insegnanti conta poco o nulla nelle decisioni importanti riguardo la detenzione. Gli insegnanti spesso sono le persone che conoscono meglio i detenuti-studenti dato che trascorrono mesi e anni insieme a loro. Il loro parere però non viene ascoltato quando si tratta di prendere decisioni importanti riguardo la detenzione. A giudicare se un detenuto potrà, ad esempio, ottenere benefici e sconti di pena sono il più delle volte persone che ci hanno parlato sì e no una volta.
  • Il carcere rimane nella sua essenza un'istituzione punitiva. Tra i suoi scopi sociali dichiarati vi è la deterrenza, cioè la paura che può incutere l'idea di finirci rinchiusi. Con questo fatto incontrovertibile come si misura un'attività che dovrebbe invece far maturare e progredire chi la esercita? Come si conciliano afflizione e istruzione?
  • Il rischio dell'abbellimento. Questo riguarda qualsiasi iniziativa culturale all'interno delle prigioni. Scuola, teatro, concerti, letture, corsi di fotografia, rischiano sempre di dare all'esterno un'idea positiva della vita carceraria e dunque di contribuire a una mistificazione, a una conveniente ipocrisia.

Obiettivi del progetto

Obiettivo generale: Ampliare le possibilità di studio dei detenuti all'interno del carcere di Rebibbia.

Obiettivi specifici

  •  Rafforzare le potenzialità di apprendimento degli studenti-detenuti migliorando la qualità della strumentazione didattica e dei percorsi didattici;
  • Accrescere le competenze del corpo insegnante all'interno delle carceri attraverso corsi di aggiornamento.

Strumenti

Per rendere possibile un insegnamento dignitoso, capace di coinvolgere ed interessare gli studenti-detenuti, come priorità assoluta espressa vivamente dal corpo docente è stato identificato l'acquisto dei seguenti strumenti didattici:

  •  3 computer + una stampante;
  • una fotocopiatrice;
  • libri di testo + libri di lettura legati ai percorsi didattici;
  • enciclopedia multimediale.

Attraverso questi strumenti didattici, che verranno custoditi in un'aula gestita dagli insegnanti, diviene possibile intraprendere percorsi didattici interdisciplinari già identificati dal corpo docente, che verranno illustrati nelle attività successive.

La mancanza di tali strumenti di base rende più difficoltoso il lavoro di insegnamento in un contesto già di per sé particolarmente difficile. Le rare esperienze avute dai docenti muniti di attrezzature didattiche complete e funzionanti, hanno permesso di coinvolgere gli studenti in modo molto più efficace.

Attività

Corsi speciali per detenuti

Sono previsti due corsi interdisciplinari nell'ambito dei percorsi didattici portati avanti dagli insegnanti. I due corsi, il primo rivolto alla costruzione di una dispensa didattica, il secondo alla creazione di una rivista, hanno il duplice scopo di coinvolgere attivamente gli studenti rispetto agli argomenti trattati e in secondo luogo di permettere loro di appropriarsi di un metodo di studio e di lavoro che li renda autonomi. Strettamente connesso al raggiungimento dei due scopi è anche lo sviluppo delle capacità di espressione e di comunicazione, scritta, orale e attraverso immagini.

La dispensa didattica

L'idea della dispensa didattica è maturata dopo anni di esperienza di insegnamento nelle carceri del gruppo di docenti coinvolto, al fine di incrementare la partecipazione attiva degli studenti. L'attività consiste nella raccolta e organizzazione di documentazione per singoli argomenti, sia legati ad una singola disciplina, sia interdisciplinari. Attingendo dai testi acquistati, ma soprattutto dall'enciclopedia multimediale, ogni studente raccoglie ed organizza il materiale per ogni argomento in base ad un suo proprio percorso condiviso con gli insegnanti. In questo modo ognuno potrà studiare sulle proprie dispense incrementando notevolmente il processo di assimilazione grazie al fatto che ogni dispensa risponde a specifiche scelte compiute dal singolo detenuto.

Il ruolo dell'enciclopedia multimediale non è da sottovalutare. Poiché nelle carceri non è possibile accedere ad internet (se non grazie a permessi speciali), l'enciclopedia multimediale risulta essere il sistema più adatto per effettuare ricerche attraverso l'uso del computer, strumento interattivo che agevola molto il coinvolgimento degli studenti-detenuti. Al termine dei diversi percorsi didattici, ogni studente avrà la sua dispensa che toccherà argomenti simili ma organizzati diversamente. Questo percorso interdisciplinare prevede 20 ore mensili per sei mesi.

La rivista

La Rivista, come ben noto, è uno strumento molto importante per incentivare il lavoro di gruppo, per stimolare le diverse forme di espressione (scritta e per immagini), per offrire occasioni di confrontarsi e comunicare all'esterno il proprio pensiero e le proprie opinioni. Alcune esperienze, tra cui si ricorda quella realizzata nelle carceri di Padova, attraverso una rivista denominata "Ristretti Orizzonti", hanno ottenuto un notevole successo ed hanno permesso anche al mondo esterno di comprendere meglio il mondo che si muove dietro le sbarre.

Nel carcere di Rebibbia è stato fatto un primo tentativo di elaborare e pubblicare una rivista chiamata "Fuori classe-scuola in rete", ma non è ancora riuscita a prendere piede proprio a causa della carenza di strumenti didattici e attrezzature che permettano di prepararla, organizzarla e stamparla. Entro il termine del progetto si prevede di pubblicare tre numeri della rivista. Questo percorso interdisciplinare prevede 10 ore mensili per 6 mesi.

Aggiornamento insegnanti

Sono facilmente immaginabili le molteplici difficoltà cui si trova dover affrontare il corpo docente all'interno delle carceri.

  • Il livello di istruzione generale è spesso molto differenziato così come è estremamente diversa l'età degli studenti-detenuti (può variare dai 18 ai 60 anni).
  • La presenza di molti stranieri, provenienti da differenti paesi e quindi che molto spesso parlano male l'italiano; il censimento dell'Assessorato alla Giustizia in collaborazione con l'ISTAT ha riscontrato che tra la popolazione carceraria di Rebibbia il 35% è di origine straniera.
  • Il livello di attenzione e di concentrazione sono spesso molto limitati dagli eventi particolarmente complessi che ogni detenuto deve affrontare (processi, situazioni familiari difficili, rapporti con gli avvocati, relazioni con i compagni di cella). La scuola nelle carceri, soprattutto per chi si trova nel plesso penale, per molti rappresenta semplicemente un'occasione in più per poter restare fuori dalla cella.

Per far fronte a tali difficoltà gli insegnanti devono essere ben preparati ad un contesto difficile e capaci di identificare di giorno in giorno nuovi percorsi che permettano di coinvolgere i detenuti, di motivarli e di raggiungere gli obiettivi previsti dall'insegnamento. Un corso di aggiornamento che permetta al corpo docente conoscere meglio il contesto in cui operano, di poter affrontare il più serenamente possibile i propri percorsi didattici e che permetta allo stesso tempo di poter ottenere risultati soddisfacenti, sarà realizzato all'inizio del progetto. Il corso sarà rivolto a 20 insegnanti dell'Istituto Tecnico Commerciale e prevede 12 incontri da realizzarsi nei 3 mesi iniziali del progetto.

Destinatari

  • Destinatari diretti del progetto saranno: a) circa 100 detenuti del carcere di Rebibbia, all'interno  della Casa Circondariale Nuovo Complesso, che frequentano l'indirizzo scolastico Istituto Tecnico Commerciale; b) 20 insegnanti dell' Istituto Tecnico Commerciale nel carcere di Rebibbia.
  • Destinatari indiretti saranno il totale degli studenti-detenuti (circa 340) che frequenta la scuola secondaria superiore del carcere di Rebibbia.

Risultati attesi

  • Aver fornito di attrezzature e strumenti didattici un'aula del carcere di Rebibbia;
  • Aver formato attraverso percorsi didattici interdisciplinari 100 studenti dell'Istituto Tecnico Professionale;
  • Aver prodotto 100 dispense didattiche;
  • Aver pubblicato 3 numeri di una rivista prodotta in carcere;
  • Aver realizzato 2 corsi interdisciplinari;
  • Aver formato/aggiornato 20 insegnanti del carcere di Rebibbia sulle difficoltà dell'insegnamento tra i reclusi;
  • Aver realizzato un corso di aggiornamento per insegnanti delle carceri.

Calendario

Il progetto avrà la durata di un anno, sarà avviato nel mese di Ottobre 2010 e terminerà nel mese di Settembre 2011.

Risorse umane

Le risorse umane previste per la realizzazione del progetto sono le seguenti:

  • Un responsabile/coordinatore di progetto;
  • Due insegnanti per il corso di aggiornamento del corpo docente;
  • Quattro insegnanti per i corsi interdisciplinari rivolti ai detenuti.

Sostenibilità

 

La sostenibilità del progetto è garantita grazie ai seguenti elementi:

  • L'acquisto di strumenti didattici che rimarranno disponibili al carcere di Rebibbia, in un'aula custodita dal corpo docente;
  • Un corpo docente coinvolto nel progetto, con una lunga esperienza di insegnamento nelle carceri e che proseguirà nel futuro ad insegnare presso nel carcere di Rebibbia;
  • Un partner di progetto (Centro Studi per la Scuola Pubblica - C.E.S.P.), con solida esperienza di insegnamento in carcere e sull'istruzione più in generale;
  • Alcuni accordi già presi tra il carcere di Rebibbia e l'Istituto di Istruzione Superiore – John Von Neumann.

 

 

 
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Data: 26 Lug, 2014

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